L’articolo di oggi tratta un tema molto interessante, che ci porta indietro nel tempo, a fare un po’ di chiarezza nella storia.

La grande protagonista è la Spintria. Non sapete cos’è? Questo particolare gettone veniva coniato in diversi materiali, come il piombo, lo stagno, il rame o il bronzo. Molto di rado si poteva trovare d’argento, per l’alto valore che aveva.

La moneta degli antichi bordelli romani

La Spintria era destinata a un tipo di pagamento molto particolare: le prestazioni sessuali nei bordelli. Come ogni gettone o moneta, presentava due facce: la prima, di cui si hanno fonti più certe, riproduceva in modo particolarmente esplicito la prestazione sessuale richiesta. Sulla seconda, invece, non si hanno notizie certe, ma pare che ci fosse il prezzo in Assi.

Quest’ultima diceria trova riscontro nel fatto che su quel lato del gettone ci fossero effettivamente dei numeri, dall’uno fino al sedici, oltre alla ricorrenza della A.

Durante l’Impero di Augusto, servivano ben sedici assi per riuscire a fare un denario, che comunque non era una grandissima somma. Questo fa ben comprendere quanto poco fossero pagate le prostitute. Una informazione importante va premessa: prima dell’Impero di Augusto, per raggiungere un denario erano sufficienti 10 assi.

Sono in molte le Spintriae rinvenute nel corso degli scavi

Qualche museo ha esposta una o più Spintriae dal valore di 25 o 17. Normalmente, vengono considerati una sorta di errori di conio.

Nel corso dell’epoca romana, le Spintriae furono destinate anche ad altri usi, come nei circoli esclusivi, per esempio dove si tenevano i giochi da tavolo.

Quando l’Impero Romano cadde, le Spintriae, tuttavia, continuarono a essere utilizzate, perché erano considerate una particolarità. Divennero una sorta di “divertimento” per i nobili europei.

Sono in molti i resti di Spintriae che sono stati rinvenuti nel corso degli scavi archeologici, soprattutto nelle vicinanze delle Lupanare. Sulle Lupanare c’è molto da dire: era il nome dei bordelli romani. Perché si chiamavano in questo modo?

Lupanare: ecco come si chiamavano i bordelli ai tempi dell’Impero Romano

Le prostitute, all’epoca, erano conosciute con il termine di Lupe: infatti, attiravano la loro clientela emettendo un ululato. C’è da dire che le leggende di Roma sono molto legate alla Lupa e al suo significato, oltre che alla leggenda di Romolo e Remo sulla fondazione della città.

Nelle Lupanare avvenivano gli incontri. Non esistevano fasi di contrattazione: essendo le Spintrie così chiare nei termini, bastava semplicemente mostrare la moneta e la prestazione desiderata.

Le Lupanare erano pagate molto poco; spesso, queste donne non erano protette. Il lavoro della prostituta poteva rivelarsi fatale. Aggiungiamo inoltre che molte donne non erano del luogo e non parlavano nemmeno la lingua dei romani.

Fino ad oggi, sono oltre 400 gli esemplari di Spintria trovate durante gli scavi. Tutt’oggi, c’è poca chiarezza a riguardo e molti studiosi cercano di comprendere quale reale valore potesse avere una Spintria.

Come ogni cosa, solo il tempo e ulteriori ricerche potranno confermare o smentire le varie ipotesi che sono state avanzate negli anni.