Ennesimo caso di omofobia nella capitale, dove un padre, un uomo di 43 anni è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di stalking nei confronti del figlio ed adesso è detenuto al carcere di Regina Coeli.

Un incubo dentro casa

Sembrava non vedere la luce in fondo al tunnel, il ragazzo di 24 anni che da ormai 3 anni veniva perseguitato, insultato, pedinato e aggredito dal padre a causa del suo orientamento sessuale.
Un inferno quotidiano che è iniziato nel 2015, quando il padre scoprì che il figlio era gay ed iniziò prima con le minacce per poi passare in poco tempo alle violenze fisiche, arrivando addirittura ad appostarsi dietro le macchine ed aspettare che il figlio tornasse per riempirlo di insulti e minacce varie.

Le conseguenze sul figlio

Il povero ragazzo, per cercare in qualche modo di tutelarsi e proteggersi, fu costretto a cambiare le proprie abitudini ed ha stravolgere in qualche modo la propria vita, cambiando le persone che frequentava fino ad arrivare ad installare una telecamera vicino la porta di ingresso per monitorare la situazione.
Oltre a tutto questo, oltre alle lacrime, oltre ai chili persi, è cascato in depressione ed ha avuto bisogno di uno psicologo e di tranquillanti per cercare di non crollare.

Il padre non era nuovo alla polizia

Sul 43enne pendeva già da tempo un divieto di avvicinamento alla famiglia per via delle varie e continue aggressioni ai danni del figlio, che non erano nuove alla polizia.
Non bastò neanche la vista delle divise della polizia per placare l’impeto e la rabbia dell’uomo che passò dall’aggredire il figlio all’aggredire anche i poliziotti.