Una nuova scoperta è stata fatta a Roma. La città vanta un patrimonio culturale di eccezione e ogni anno gli archeologi si concentrano sui suoi tesori nascosti. È così che ci è stata consegnata dal terreno la Tomba dell’Atleta: quest’ultima è una tomba romana che risale a circa 2,400 anni fa. È stata scoperta nella periferia est della città.

Una magnifica scoperta riporta alla luce la tomba dell’atleta

Mentre erano in corso gli scavi per il raddoppio della condotta adduttrice Castell’Arcione-Salone, gli addetti ai lavori si sono resi conto che poteva esserci molto di più nascosto nel terreno. La tomba era infatti situata a circa due metri dal piano stradale.

Oltre alla tomba, sono stati ritrovati ossa umane, che pare appartengano a quattro persone diverse, 25 elementi di corredo in ceramica, una moneta di lega in bronzo con la raffigurazione della testa di Minerva sul diritto, una testa equina con la scritta “romano” sul rovescio. La testa equina si fa risalire tra il 335 e il 312 a.C.

La camera sepolcrale si presenta con 2,50 metri di larghezza, 3,30 metri di lunghezza ed è alta 1,75 metri. Al suo interno, erano presenti dei resti di cibo: l’usanza dell’epoca prevedeva di mettere insieme al defunto degli effetti personali e un pasto per non fargli mancare nulla durante il suo viaggio verso l’aldilà.

Accanto alla tomba, è stato ritrovato un pozzo, lungo due metri e largo uno, grazie alla quale si è potuto accedere alla camera sepolcrale. Per quanto riguarda la chiusura della camera, è stata fatta con lastre di calcare bianco e pietrame di tufo.

Lugo il vano ipogeo, è stata possibile operare l’inumazione di due uomini: dopo le prime analisi, si è stabilito che sono morti tra i 50 e i 30 anni. Purtroppo, la conformazione del terreno, ovvero di origine vulcanica, non ha permesso ai resti degli uomini di mantenersi in perfetto stato.

Per quanto riguarda invece la scoperta legata agli elementi di corredo in ceramica, a vernice nera, possiamo ritenerci più fortunati: alcuni mostrano ancora le tracce delle decorazioni bianche e a motivi geometrici e vegetali. Su due piatti e due coppe è stato possibile analizzare i resti di un animale: non si sa ancora se fosse un coniglio, un agnello o un capretto. È chiaro che fossero destinati all’utilizzo delle offerte funerarie.

Il discorso che ha fatto Francesco Prosperetti

Il soprintendente Francesco Prosperetti ci racconta della scoperta: «Si tratta di una scoperta del tutto casuale e in parte fortunosa, dovuta anche alla cautela con cui gli archeologi sorvegliano e monitorano gli scavi. La macchina scavatrice ha aperto un piccolissimo varco in questa sepoltura e questo ha permesso di scoprirla, perché altrimenti non l’avremmo mai ritrovata. Restituisce un prezioso contesto, praticamente intatto, risalente alla prima età repubblicana. Ancora una volta, le aree periferiche della città ci riservano una incredibile sorpresa, come questa tomba del IV secolo a.C., che abbiamo chiamato dell’Atleta per la presenza di due strigili, attrezzi che si usavano per detergere il grasso e il sudore dopo l’attività fisica».