Se pensate che il problema dei rifiuti a Roma sia un qualcosa di recente, beh, allora siete nel posto giusto e noi siamo per raccontarvi una piacevole sorpresa.
Non tutti sanno che il problema dei rifiuti ha radici ben più lontane: infatti, sulla sponda sinistra del Tevere, a due passi dalle Mure Aureliane e dalla Piramide di Cestia, possiamo trovare una collinetta artificiale, databile I-III secolo d.C., conosciuta ai romani come Monte Testaccio o Monte dei Cocci.

Ma perché chiamare questa altura, nel centro della capitale, “Monte dei Cocci”? Ve lo siete mai chiesto?

Il perché è molto più semplice di quanto possiate pensare: il motivo risiede nel fatto che questa collinetta, in realtà, è una vecchia discarica romana, verosimilmente la più antica discarica del mondo, costituita da scarti e pezzi di vecchie anfore romane.
Grazie a vari studi, possiamo inoltre affermare che queste anfore contenevano prevalentemente olio, dalle varietà più pregiate fino ad arrivare a quelle meno pregiate utilizzate come unguento o nella cosmetica

Perché scegliere questa posizione per una discarica?

Non è un caso che la discarica si trovi in pieno centro, vicino al fiume Tevere: questa era una zona fortemente dedita al commercio e, con l’aumentare di quest’ultimo, nasceva di pari passo la necessità di smaltire una grande quantità di anfore non più utilizzabili a causa dell’irrancidimento dovuto ai residui dell’olio.

Dal momento che le anfore non potevano più essere buttate nel fiume Tevere, come si faceva già da tempo, perché avrebbero finito per intasarlo e ostruirne il passaggio dell’acqua, si pensò di rendere questa zona un punto di raccolta per tutti questi “famosi” cocci.

Vennero addirittura eletti dei funzionari che avevano il compito di controllare, organizzare e igienizzare tutto il processo di scarico.